ROMA ARTE IN NUVOLA 2022 | Fiera di arte moderna e contemporanea
17 – 20 novembre 2022
LA NUVOLA EUR, Viale Asia 40 – 00144 Roma

 

EMMEOTTO ARTE

MAIN SECTION | STAND G 13-15

NEDA SHAFIEE MOGHADDAM

La galleria Emmeotto Arte presenta le ultime opere dell’artista iraniana Neda Shafiee Moghaddam (Teheran, 1975) che da sempre medita sulla metamorfosi delle forme, sulla trasformazione del corpo e sull’esperienza vissuta negli oggetti quotidiani, unendole nel paradigma della cifra autobiografica. Dopo la serie Autoritratti e i Cubi di Cemento (dal 2020 -in corso), ad Arte in Nuvola 2022, ritroviamo la ricerca dell’artista che racconta di rapporti tra spazio fisico e psichico e la memoria.
Spesso, nelle opere precedenti, i contenuti erano in parte visibili e in parte celati, come custodi di un segreto da rivelare. Questa volta, Neda propone una serie di lavori intimisti, ma carichi di coinvolgimento visivo ed emotivo.
Ogni evento della nostra vita occupa uno spazio sulla linea del tempo, linea che nello stand viene riproposta sulla parete in maniera installativa; le opere sono incorniciate e così come si incorniciano le fotografie per rendere importanti i nostri momenti e ricordare, qui ogni racconto rappresentato viene sublimato. La tecnica del Ready Made, cara all’artista si intreccia tra fotografie, evidenti citazioni delle miniature persiane, interventi di colori ed elementi esterni.

Il pubblico è invitato guardare all’interno delle cornici, recuperate e rielaborate a simboleggiare la natura della terra, a scrutare i dettagli e scoprire ciò che prova, ciò che percepisce e che effetto gli procura.
I soggetti sono donne, le loro vite, le memorie del passato, i corpi, le sofferenze, il loro vissuto fisico e mentale, la loro storia e quella di tutte le donne del mondo. La forza di Neda è farci entrare in maniera delicata, quasi in punta di piedi e allo stesso tempo forte, d’impatto, in un immaginario di elementi tradizionali che riconosciamo, che il nostro bagaglio culturale riconosce e che diventa mezzo per testimoniare e raccontare il mondo contemporaneo, in un rimando continuo tra presente e passato. Ecco che all’interno delle baroccheggianti cornici, tra puttini e rose, troviamo i corpi segnati dalla storia della vita, una realtà da cui non si può e non si deve girare lo sguardo, tornano i chiodi, gli uccelli, la foglia d’oro delle opere degli ultimi anni, tutto contribuisce alla narrazione, all’empatia, al coinvolgimento, di queste piccole, ma immense poesie visive.

Il cubo, forma prediletta dall’artista, fa vivere il muro, esce fuori dalle cornici, su diversi livelli, lo spessore del cemento segna il tempo matematico, fino alla scultura del Cubo Mondo Parallelo, dove si può posare lo sguardo e perdersi nel blu, simbolo della nostra dimora fisica, la casa di pietra, la sicurezza, dove guardare/rsi dentro: “un mondo parallelo, una dimensione parallela, un ipotetico mondo separato e distinto da quello reale, ma coesistente con esso”, per citare le parole di Neda, dove perdersi e fluttuare così come anche nei disegni della serie Rebirth, dove sottili figure galleggiano in una dimensione senza spazio-tempo. La memoria, il corpo, la mente e il tempo, il corpo si appropriano di uno spazio fisico all’interno del quale si possono contenere e narrare molteplici e infinite vite.

 

MAIN SECTION | STAND G 13-15

PROGETTI SPECIALI | INSTALLAZIONE Figure Bugiarde, 2022

VERDIANA PATACCHINI

La galleria Emmeotto Arte presenta una selezione delle opere più recenti dell’artista italiana, residente a New York, Verdiana Patacchini (Orvieto, 1984) che da sempre lavora attraverso la pittura, il disegno e la scultura in ceramica.
Il suo studio si trova all’interno di Mana Contemporary, fiorente comunità creativa, tra le più importanti e innovative realtà di arte contemporanea negli Stati Uniti in cui l’incontro tra diverse discipline e artisti dà vita a sperimentazioni e ispirazioni sempre nuove. E’ in questo contesto stimolante e vitale che Verdiana ha realizzato le opere che propone ad Arte in Nuvola 2022, dalle tele realizzate usando un mix di carboncino e airbrush su cartapesta alle ceramiche, passando per l’installazione Figure Bugiarde, nella sezione Progetti Speciali. I temi affrontati sono la metamorfosi, l’imperfezione, il legame con la terra, protagonisti di un gioco linguistico riguardante il passato e una visione primitiva del mondo, risultato di uno studio ricco di richiami e citazioni rielaborate fino a renderle proprie, attraverso l’investigazione sulla qualità del segno, del colore e della materia. La passione per la statuaria antica e i graffiti primitivi sono i riferimenti del codice espressivo e della ricerca artistica elaborati da una poetica personale che si apre a molteplici sfaccettature.
Verdiana mescola tradizione e innovazione, attraverso la stratificazione di pittura e diversi materiali, in cui le opere convergono in un labirinto di sensazioni che evocano intimità e sacralità.

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Le “Figure Bugiarde” sono il paradigma della ricerca e dell’uso della tecnica di Verdiana Patacchini, in un dialogo continuo tra l’antico e il contemporaneo, tra umorismo e illusione.

Guardando queste figure sdraiate, salta subito all’occhio dell’osservatore un rimando all’Arianna dormiente di romana memoria o alle coppie di animali, ricche di simbologie, poste sulle porte d’ingresso di città e paesi durante il Rinascimento e ancora alle posture michelangiolesche e alla tecnica dell’affresco. Una monumentalità dichiarata che, in realtà, è solo un’illusione. E l’illusione nell’arte si prende gioco dello spettatore e così l’effetto dell’affresco e della pietra sono ottenuti attraverso una tecnica che vede impiegare una spessa carta indiana colorata con polverosi pigmenti, che ricordano gli spolveri preparatori, poi strappata e ricomposta, secondo una selezione precisa, per ricreare l’effetto del chiaro scuro attraverso il collage su tavola. Un lavoro con uno sguardo alla statuaria classica e uno alla contemporaneità, che vede protagonisti il disegno, il colore, la carta rimodellata che simula i volumi monumentali, ma che, in realtà, nasconde un’impercettibile leggerezza e non per ultima la ceramica, elemento ricorrente in tante opere di Verdiana. Il risultato finale è un’opera che gioca con il design, l’arte classica, il pop, le tecniche tradizionali rivisitate e l’uso sapiente dei materiali, che attrae per il suo stato in continuo divenire.